ARTICOLO 12: DICHIARAZIONE DI BELLIGERANZA In seguito a una serie di gravi e persistenti violazioni dei diritti umani e a discriminazioni sistematiche da parte dello Stato Italiano e dell'Unione Europea, che hanno ostacolato l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del popolo veneto, il Consiglio del Parlamento Nazionale della Nazione Veneta, rappresentante legittimo della volontà del popolo veneto, dichiara ufficialmente lo stato di belligeranza contro lo Stato Italiano e l'Unione Europea. Questa dichiarazione è il risultato di un’analisi approfondita delle politiche e delle azioni intraprese dalle autorità italiane e dalle istituzioni europee, le quali hanno sistematicamente negato il riconoscimento e la tutela dei diritti del popolo veneto. La Nazione Veneta ha cercato senza successo di avviare un dialogo costruttivo per risolvere tali ingiustizie, ma tutte le istanze formali e le richieste di dialogo sono state ignorate o respinte. La dichiarazione di belligeranza, già notificata al Consiglio d'Europa il 7 novembre 2020, non è un atto di aggressione ma una risposta necessaria a una situazione di conflitto latente e protratto, nella quale i diritti fondamentali dei cittadini veneti sono stati continuamente calpestati. È un atto di autodifesa, concepito per proteggere la dignità, la cultura e l'identità del popolo veneto, che ha diritto di esercitare liberamente il proprio destino. La Nazione Veneta si impegna a difendere i diritti del proprio popolo attraverso mezzi appropriati e legittimi, nel rispetto del diritto internazionale consuetudinario e delle convenzioni internazionali. Questo può includere, a seconda delle circostanze, l’impiego di misure diplomatiche, azioni legali nei forum internazionali e, qualora necessario, altre forme di resistenza civile che siano coerenti con i principi dei diritti umani. Si sottolinea che la dichiarazione di belligeranza è presentata come una misura difensiva. La Nazione Veneta non cerca la guerra o il conflitto violento, bensì il riconoscimento pacifico e legittimo dei diritti del popolo veneto e il ripristino delle libertà fondamentali. Ciò implica l'intenzione della Nazione Veneta di continuare ad operare attraverso i canali diplomatici, coinvolgendo le organizzazioni internazionali, gli stati membri delle Nazioni Unite e gli organismi di tutela dei diritti umani, affinché la comunità internazionale prenda atto delle ingiustizie subite e sostenga il diritto all'autodeterminazione del popolo veneto. La Nazione Veneta esprime la disponibilità a esplorare tutte le vie pacifiche e cooperative per risolvere le controversie e promuovere un dialogo aperto e rispettoso con le istituzioni italiane e europee. Tuttavia, la determinazione del popolo veneto a difendere e affermare i propri diritti rimane ferma e inalterata, così come la necessità di affrontare le ingiustizie sempre più evidenti che hanno contraddistinto il rapporto tra il popolo veneto e le autorità che governano. Con questa dichiarazione, il Consiglio del Parlamento Nazionale richiama l'attenzione della comunità internazionale su questa crisi e chiede un più ampio sostegno per il popolo veneto nella sua lotta per autodeterminazione, dignità e libertà. Il presente Trattato è firmato oggi dai rappresentanti della Nazione Veneta, del Consiglio Parlamentare Nazionale e delle autorità giuridiche ed esecutive della comunità veneta.